Serial Summer Crush – L’estate e le serie tv

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Ed ecco che un’altra estate è arrivata, sperando di non aver comprato nessun esame, perché sarebbe veramente squallido, ma almeno si ha tempo per recuperare serie tv arretrate e scoprirne tante altre nuove. Ma una volta, quando eravamo giovani, innocenti, con 3 mesi di vacanze piene, cosa facevamo? E come sono cambiate le cose ora che siamo cresciuti e la vita ci ha sbattuto in faccia la dura realtà, tra l’università o il lavoro che ci pende come una spada di Damocle sulla nostra testa? Ho pensato un sacco in questi giorni a come si è evoluta questa mania delle serie tv, perché ormai è un dato di fatto che le serie hanno superato in molti ambiti il cinema. Nel corso del tempo, gli amanti delle serie tv come me di sicuro hanno capito l’appagamento che riesce a donarci una serie tv rispetto ad un film, già solo per la durata. I film sono una cosa fantastica, ma volete mettere 10 puntate della nostra serie preferita con qualcosa che inizia e finisce nell’arco di, più o meno, due ore? Quindi ho deciso di fare un elenco delle serie estive della mia vita, confrontandole anche con l’età che avevo quando le ho viste, per tracciare l’evoluzione che abbiamo subito sia noi stessi che le serie.

Baywatch

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Qui siamo proprio agli inizi, molti di noi erano appena alle elementari. Approfittavo del sonnellino pomeridiano dei miei per vedere la serie sui bagnini. Iconica la sigla mentre loro correvano sulla spiaggia sulle note di Jimi Jamison – I’m Always Here, con Pamela Anderson in quel costume intero rosso strettissimo e il davanzale che ipnotizzava tutti. Frivolezza come se piovesse, ma era un periodo in cui non si pensava a nulla se non a divertirsi, noi ancora piccoli con 3 mesi abbondanti di vacanze in cui l’unica preoccupazione era quella di scendere poi a mare e la sera di giocare a nascondino con gli amici. Però devo ammettere che la mia preferita era Carmen Electra invece di Pamela.

Dawson’s Creek

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Ok, di solito veniva trasmesso durante l’inverno, ma l’incredibile successo sulle reti televisive italiane hanno permesso di fare numerose repliche anche in l’estate e, nonostante l’avessimo già visto, molti di noi ci ripiazzavamo davanti alla TV per rivederlo. E qui le cose già erano cambiate parecchio. Eravamo alle medie e si dava più attenzione alla trama e, nonostante gli attori vicino alla trentina che interpretavano dei sedicenni, è inutile negarlo che ci siamo infognati da fare schifo. Perché Dawson’s Creek rispecchiava sentimentalmente la nostra situazione a quell’età. Le prime cotte, i baci rubati che erano traguardi eccezionali, le prime malefatte, Joey che corre sul pontile dopo aver pisciato in maniera oscena il povero Dawson in lacrime (da cui uscì un meme leggendario), gettandosi tra le braccia di Pacey Witter. Dawson’s Creek è riuscito a costruire uno dei triangoli amorosi più duraturi in una serie, quello che ci ha diviso in fazioni. Ancora ricordo discorsi accesi con i miei amici su chi doveva finire con Joey Potter ed io ero totalmente dalla parte di Dawson. Ma alla fine vinse Pacey, il “cattivo ragazzo”, dopo anni di mordi e fuggi, quando erano cresciuti e si era arrivati alla fine dei giochi, e non avete idea di quanto mi dannai per questa scelta, la presi come una sconfitta personale dell’amore, perché io credevo in Dawson Leery con tutto me stesso. Ora invece mi guardo indietro e rido tantissimo e la spiegazione perfetta a cosa era veramente Dawson’s Creek l’ha data proprio Joshua Jackson nel suo cameo nella seconda stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt perché sì, ragazzi, Joey Potter era una maledetta figa di legno. Ma nonostante questo, è innegabile che la serie sia stata un grande passo avanti nel mio approccio al mondo della serialità.

The O.C. (Orange County)

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E qui facciamo un altro balzo in avanti perché serie più estiva di The O.C. non poteva esserci. Le dinamiche della famiglia Cohen in CALIFORNIAAAAAAAAAA ci hanno letteralmente stregato. Siamo stati rapiti dal primo incontro tra Ryan e Marissa, da Sandy Cohen, miglior padre che si possa avere, ma il pezzo forte rimarrà sempre Seth Cohen perché come molti di voi ho perso il conto di quante volte mi abbia fatto ridere ed empatizzare con lui. E la sua storia con Summer è stata una cosa meravigliosa, riuscendo a farci appassionare tantissimo per quanto sia stata reale. The O.C., al contrario di Dawson’s Creek, è stata più sfrontata su molti temi rispecchiando, anche la mia crescita personale. Eravamo alle superiori, ancora giovani ma molto più vicini all’ambiente più adulto. Certo, di cavolate ne abbiamo fatte pure a quella età, è la normalità, e ancora avevamo una spensieratezza che con l’età adulta pian piano è andata ad affievolirsi. The O.C. fino alla terza stagione è stata una grande serie, poi con la dipartita di Marissa le cose sono andate peggiorando, ma nel corso del tempo mi sono reso conto che è una cosa fisiologica di molte serie. Non ci vuole niente a perdere il mordente iniziale, la fiamma che ha fatto impazzire generazioni dietro ad uno show spesso va a spegnersi per i motivi più vari. Ma anche qui è innegabile, The O.C. ha fatto la storia e vi dirò, ogni tanto rivedo le migliori scene di Seth Cohen perché spesso e volentieri, ancora oggi, “I’m Seth Cohen and Seth Cohen is me”.

I giorni nostri

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Finita la scuola ho subito una vera rivoluzione, sia nell’aspetto, nel carattere che dell’ambiente circostante. L’università, per chi la intraprende, ti cambia in tutto e per tutto, perché non siamo più bambini o ragazzi spensierati; non c’è niente di più vero quando si dice “goditi questa estate dopo gli esami di stato perché probabilmente è l’ultima della tua vita che ti goderai appieno”. Ma oltre a questo, la mia passione per le serie ha subito un cambiamento epocale per tantissimi motivi. Primo in assoluto, ho iniziato a guardare le serie seguendo la programmazione americana, quindi torrent e streaming sono diventati i miei amici più fidati. In questi anni poi è aumentato in maniera vertiginosa il numero di serie prodotte, e non scherzo se dico che, specialmente d’estate, negli anni ho recuperato tante e tantissime serie, vecchie e nuove. Naturalmente ora sono arrivato ad un livello in cui non sarò mai più in pari con quello che seguo. L’elenco delle serie estive poi è aumentato e sempre nel corso del tempo ho trovato una connessione a come sono cambiato dopo essere uscito da scuola. Che estati passate tra True Blood (di cui ne parliamo qui), Pretty Little Liars prima che svaccasse in maniera oscena, Weeds con la mitica Nancy Botwin, Wilfred, Mr. Robot etc… inutile continuare perché non si finirebbe più di parlare. Come mi si è aperto un mondo passando dall’ambiente scolastico a quello universitario, anche le serie hanno seguito questa strada ed il livello di varietà ormai è altissimo. Inoltre l’avvento di Netflix in Italia a ottobre del 2015 ha accentuato ancora più la diversità e la facilità con cui si può iniziare/infognare con una serie nuova, sia grazie alle produzioni originali (Stranger Things ad esempio, successo strepitoso che vi consigliamo caldamente di vedere) sino a vecchie glorie, con il grandissimo colpo di rendere disponibili questa estate serie come Friends e Gilmore Girl.

Concludendo posso ammettere che, oltre ad essere cresciuto come persona, anche le serie hanno seguito a grandi linee questa strada, insegnandomi non poche cose, emozionandomi, facendomi arrabbiare e ridere allo stesso momento. Certo, tornare indietro con questa mentalità ed avere lo stesso tempo disponibile e meno pensieri per la testa sarebbe grandioso, ma non si rimane bambini in eterno. E in fondo ancora altre estati arriveranno, probabilmente uscirà qualcosa di nuovo che ci ossessionerà fino alla morte. Però la prossima estate è già prenotata, perché verrà trasmessa la settima stagione di Game Of Thrones, quindi sappiamo benissimo di cosa parleremo fino allo sfinimento durante la prossima stagione estiva.

E voi invece? Come avete vissuto le estati della vostra adolescenza, cosa guardavate e cosa guardate ancora? Fatecelo sapere nei commenti!

Buone vacanze a tutti!

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