Shadowhunters – Recensione 3×06 – A Window into an Empty Room

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Shadowhunters preme il piede sull’acceleratore e si addentra a pieno regime nel piano diabolico di Lilith per riportare in vita Jonathan – avvenimento che, per la gioia di tutti coloro che ne sentono la mancanza, sembra sempre più vicino.


Il momento saliente di “A Window into an Empty Room” è la scoperta finale dell’identità del Gufo da parte di Clary, Magnus e Luke, preceduto da un momento di grande importanza per chi ha più familiarità con il mondo creato da Cassandra Clare: compare infatti fratello Zaccaria, fratello Silente atipico nei modi e nell’aspetto, legato agli Herondale ma soprattutto protagonista di “The Infernal Devices”, trilogia prequel di quella oggetto di questo adattamento televisivo; che i riferimenti al suo passato e al ruolo di Magnus in esso siano il segnale che si potrebbero introdurre elementi anche da quell’altra storia, pregna com’è di elementi validi da raccontare? Unire le trame in maniera sapiente potrebbe risultare arduo, dato il notevole divario temporale, ma non impossibile.
Altro pilastro dell’episodio è la storyline di Simon, la cui Maureen letteraria è diventata Heidi, una sua versione più adulta e sexy che nulla ha a che fare con Lilith e che lui decide di consegnare al Praetor Lupus perché incontrollabile. Alberto Rosende rimane uno dei più convincenti sullo schermo, seguito da un altrettanto bravo Chai Hansen: non vedo l’ora che la strada fra lui e Maia si incroci, perché, con le dovute divergenze rispetto ai libri, sembra comunque promettere bene. Inoltre, questo episodio riesce anche a dare un briciolo di speranza a tutti coloro che sperano di vedere un avvicinamento fra Simon ed Isabelle, sebbene il personaggio di lei sembri sempre un po’ maltrattato rispetto a quello che merita. Dopo un solo appuntamento, il suo coinvolgimento con il dottore sembra davvero fuori luogo, posto che la bella Lightwood sarebbe quella della famiglia che più fatica a farsi coinvolgere seriamente, cosa invece già accaduta con Raphael; come si suol dire, quella carta è già stata bruciata e, se la si vuole inserire in un nuovo rapporto amoroso, andrebbe fatto con maggior cautela.
Infine, per quanto le scene di Lilith continuino a convincere, non mi convince la scelta di non legare Heidi a Lilith come accade a Maureen nei libri. È infatti un ottimo espediente narrativo per far convergere tutte le storyline verso un unico punto e non procedere nella maniera separata e frammentaria che sta caratterizzando questa stagione (ed uccidendo l’amicizia fra Simon e Clary). Inoltre, qualcun altro ha l’impressione che la giovane Fairchild non sia più la protagonista, visto lo screen time assai limitato che le sta venendo dedicato?
A voi è piaciuto questo episodio di Shadowhunters? Ditemi la vostra nei commenti e passate da Shadowhunters Italia e Shadowhunters – Tu mi fai sentire come se ci fosse un posto per me.

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