State Of Affairs – Recensione 1×01 – Pilot

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Eccoci qui a parlarvi di questo primo episodio di “State of Affairs”, serie che segna il ritorno alla serialità di Katherine Heigl, dopo la sua dipartita da quel di  “Grey’s Anatomy” dove interpretava (ma che ve lo ricordo a fare lo sapete benissimo!) Izzie Stevens.  Iniziamo subito con il dire che ho un debole per la Heigl e quindi farò uno sforzo per risultare il più obiettivo possibile per fornirvi la migliore recensione della serie.

Non sta divinamente in blu?
Non sta divinamente in blu?

Purtroppo i primi minuti dell’episodio non aiutano la mia obiettività, mostrandomi quasi subito Charleston “Charlie” Tucker (la Heigl) intenta a donarsi più corpo che anima al primo tizio conosciuto in un bar.

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Ma andiamo con ordine. Si comincia con un flashback molto movimentato di un anno prima in Afghanistan e Charlie seduta su un divano che prova a ricordare quegli avvenimenti con l’aiuto di una psicologa. Dal dialogo comprendiamo che non è la prima psicologa e non sarà nemmeno l’ultima. Charlie vorrebbe ricordare ogni momento di quell’episodio per capire cosa effettivamente è successo, ma allo stesso tempo vorrebbe dimenticare. La donna ricorda solo di essere stata vittima di un attentato nel quale, oltre ad alcuni colleghi, perde anche il suo fidanzato Aaron.

Charlie scampa all'attentato di Kabul.
Charlie scampa all’attentato di Kabul.

Nel trambusto dei ricordi frammentari, vediamo la mamma di Aaron e sentiamo il nome del senatore Payne che faceva parte del Convoglio e che sospettiamo avrà un ruolo nel proseguimento della vicenda.

Comprendamo perfettamente che Charlie vive per capire cosa o meglio chi ha strappato dalla sua vita Aaron durante l’attentato in Afghanistan.

Dopo questa premessa, in verità abbastanza confusionaria per via della bilocazione temporale (visita psicologica e ginnastica da letto col primo venuto), capiamo che la linea temporale parte dall’avventura notturna e ritroviamo la Tucker alle 2 del mattino fare il suo ingresso nella sede CIA di Langley, in Virginia. Scopriamo quindi che è un agente CIA , incaricata insieme alla sua squadra di individuare ogni giorno le massime priorità a cui il presidente deve dare immediata  e tempestiva risposta in particolare in casi di rapimento di cittadini americani, autorizzazioni a blitz per catturare terroristi, etc.

Questo Skinner non ci piace.
Questo Skinner, l’omino a destra nella foto, non ci piace.

Qui facciamo anche la conoscenza di Lukas Newsome, il nuovo informatore della squadra e pare che tra i due sia odio a prima vista.

Non vi tedierò con la descrizione di quanto sia bella la Heigl con gli occhiali (fantastica, sublime) e passerò a raccontarvi che durante il briefing per creare il rapporto giornaliero per il Presidente, il video del rapimento di un medico americano sconvolge Charlie per la somiglianza di quest’ultimo con Aaron, il fidanzato che ricordiamo è morto nell’attentato in Afghanistan.

Questo provocherà in Charlie una perdita di obiettività nel dare priorità alle cose da presentare nel dossier, specie quando arriva la notiza della possibilità di catturare o uccidere un importante capo del terrorismo islamico probabile mandante dell’attentato di un anno prima, Abdul Fattah. Il problema è a cosa dare priorità? Salvare un medico a rischio decapitazione o catturare/uccidere, in occasione dell’anniversario dalla morte di Aaron,  il suo presunto mandante?

Durante il tragitto dalla sede CIA alla Casa Bianca, Charlie riceve dei misteriosi SMS  di qualcuno che è a conoscenza dei fatti di un anno fa, malgrado gran parte delle informazioni siano segretate.

Qui veniamo a sapere che Aaron Payton è il figlio del presidente Americano Costance (vi ricordate la donna di colore che Aaron chiama mamma disperatamente durante l’attentato?). Il o la (scegliete voi) presidente viene messa al corrente della situazione del medico e  della richiesta di colloquio da parte di un tale Kahn, un uomo vicino al governo siriano del quale Charlie non si fida anche se la richiesta parte dal direttore Skinner (X files!!! Ah no scusate). Non accenna nemmeno alla possibilità di catturare il terrorista Fattah.

Il presidente Costance Payton, madre di Aaron.
Il presidente Costance Payton, madre di Aaron.

Da qui in avanti seguitemi con attenzione perchè la cosa si fa complicata. Skinner con Kahn presente, va su tutte le furie quando viene a sapere che la squadra tattitca destinata a far saltare le cervella a Fattah è stata spostata per soccorrere il medico Butler e decide di interdire gli uffici CIA a Charlie, che nel frattempo è nei guai perchè non ha informato il presidente di una priorità come quella relativa alla possibilità di porre fine all’esistenza del terrorista. Grazie all’aiuto dell’amica e collega Mel, Charlie riesce a ottenere il dossier e con un fuori programma su un camion e un viaggio in taxi, arriva alla Casa Bianca. Skinner invece è in viaggio per la stessa destinazione ma viene fermato da altri agenti che prendono in consegna Kahn per questioni di sicurezza nazionale, lasciando il direttore e i suoi tirapiedi con un palmo di naso. I rapitori del generale Kahn non sono dei servizi segreti e sono più interessati al cellulare che Kahn nascondeva nel fodero del suo cappello (alla faccia della sicurezza).

Charlie...c'è un SMS per te.
Charlie…c’è un SMS per te.

Charlie arriva alla White House dove Skinner, Newsome e i membri dello staff CIA sono già in udienza dalla presidente Payton. Charlie si difende dalle accuse di Skinner di aver taciuto sul caso Fattah, ma la notizia passa in secondo piano quando si viene a sapere che il generale Kahn è stato fatto sparire e che probabilmente aveva con sé un cellulare acceso nascosto per carpire notizie da uffici segreti della CIA, cosa che aveva già fatto in Francia. Charlie viene informata di Kahn e del cappello con cellulare incluso dal misterioso uomo degli SMS.

Il famigerato cappello dove Kahn nasconde un cellulare acceso.
Il famigerato cappello dove Kahn nasconde un cellulare acceso.

Arriviamo al finale della puntata con il salvataggio dell’ostaggio americano e la commemorazione delle vittime  dell’attentato di Kabul, con relativa promessa di uccidere tutti alla Rambo fatta da Charlie alla mamma/presidente. Tornata a casa, ha la sgradita sorpresa di trovare Nick,  uno spettro del passato,  (quello afgano per capirci) e dal dialogo veniamo a sapere che forse Fattah non c’entra nulla e che il convoglio di Aaron potrebbe esser stato colpito da una risorsa dell’intelligence americana alle dipendenze di Charlie Tucker (non male come cliffhanger lo ammetto).

Ora le mie impressioni. La serie parte in modo molto confuso e solo dopo circa 10 minuti/un quarto d’ora sono riuscito a metter insieme i tasselli. La Heigl regge bene il ruolo della donna oppressa dai ricordi e senza dubbio l’esperienza cinematografica, dopo quella in Grey’s Anatomy, ce la restituiscono maturata e pronta a ruoli anche pesanti come sembra sarà quello di Charleston Tucker.

Un bel primo piano di Charlie Tucker, durante la commemorazione delle vittime di Kabul.
Un bel primo piano di Charlie Tucker, durante la commemorazione delle vittime di Kabul.

La vicenda principale sarà dare la caccia ai colpevoli della morte di Aaron, ma come abbiamo potuto vedere, forse la verità è altrove.
Il ritmo è buono anche se mi sarei aspettato maggior dinamismo nelle riprese, i dialoghi veloci e serrati danno la misura esatta di cosa ci aspetta. Una serie che forse strizza l’occhio ad altre serie (vedi Homeland su tutti), ma che vuole ritagliarsi uno spazio tutto suo e una personalità tutta sua.

Sicuramente seguirò gli episodi successivi perché, scherzi a parte, l’episodio pilota, malgrado alcuni giri a vuoto, mi ha convinto.

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