State of Affairs – Recensione 1×04 – Bang Bang

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L’escalation di State Of Affairs fa un passo avanti notevole in questo episodio, rendendo questa serie sempre più appassionante. Seguitemi nel resoconto dell’episodio.

Jack e Charlie: il braccio e la mente. Missione Panama.
Jack e Charlie: il braccio e la mente. Missione Panama.

Sulle note di Bang Bang di Iggy Pop, assistiamo all’ennesimo flashback di Charlie e del suo incontro con un malridotto Fattah.

Come dico fin dall’inizio, ho un debole per la Heigl, ma anche giudicando obiettivamente, non si può che affermare che in questo ruolo è divina: intensa, concreta quando serve, dolce e debole in altri momenti. Il personaggio di Charleston Tucker è davvero complicato da portare sullo schermo. Una donna sconvolta dalla perdita del proprio uomo che deve però mantenere una sua fermezza e autorità per evitare che gli sciacalli le saltino addosso. Una donna che ha visto torture e morte con i suoi occhi e che ha trasformato il suo sguardo da cerbiatta in quello di una tigre. Ha imparato a muoversi tra campi di guerra e corridoi della politica sempre guardando tutti dritto negli occhi. Potenzialmente lo trovo un personaggio anche superiore per difficoltà a Olivia Pope di Scandal, che pure considero tra i ruoli di donna più completi e difficili. Finora la Heigl ha mantenuto la giusta tensione interpretativa, favorita sicuramente da un ottimo personaggio e dalla storia. Speriamo non cada nel proseguimento della stagione.

Le fiale di Vaiolo al centro del problema centrale dell'episodio.
Le fiale di Vaiolo al centro del problema centrale dell’episodio.

L’episodio ha una vicenda abbastanza semplice da sbrogliare: Alcune fiale contenenti un ceppo di Vaiolo sono in pericolo all’interno di un palazzo adibito a ospedale da parte di alcuni volontari in Sud America, e il pericolo infezione va immediatamente circoscritto e le fiale recuperate e messe in sicurezza. In realtà il palazzo ospita un centro di salute gestito dagli Stati Uniti in modo ufficioso e che serviva da laboratorio di ricerca. Le fiale vanno recuperate senza scomodare la diplomazia Panamense. La cosa sembra chiudersi lì ma non si può mai dire in questa serie.

Nick Vera trova l'autore delle foto e il compratore. Non sarà una notizia confortante.
Nick Vera trova l’autore delle foto e il compratore. Non sarà una notizia confortante.

La presidente Payton si ritrova a fronteggiare una sorta di ricatto politico della senatrice Green che l’avvisa che il rapporto su quanto accaduto a Kabul e che ha portato alla morte di Aaron contiene pericolose conclusioni. Come sappiamo la Payton ha più palle di un colonnello delle SS e fronteggia la nemica politica senza abbassare lo sguardo. Il rapporto su Kabul e la ricerca della minaccia da parte di Charlie e Nick diventano un po’ il perno centrale dell’episodio che in parte rivoluziona le prospettive tra i personaggi coinvolti o meglio ne getta le basi.

In primis abbiamo il rapporto fra il nuovo direttore della CIA e la stessa Tucker, che sembra sempre al limite della rottura per via dell’invidia di Navarro per il rapporto particolare con il presidente USA, ma Charlie con una faccia tra il bronzo chiaro e quello scuro, gli garantisce assoluta sottomissione e ubbidienza.

Anche i flashback di Charlie con Fattah la dicono lunga sul carattere forte di entrambi: il terrorista e l’agente CIA, due facce della stessa medaglia, più simili di quanto non pensino.

Se credete che l’escalation dell’episodio sia finita, ecco che Nick scova chi ha fatto e venduto le fotografie: il suo ex collaboratore Dale che ha venduto le foto al gruppo Krieg, una sorta di potentissima lobby sganciata dai controlli federali e che Vera definisce realmente molto pericolosa e potente. Sapere però con chi si deve combattere non aiuta né Nick né tanto meno Charlie, anzi rende difficoltosa una soluzione a breve.

La Payton fa paura sempre di più. Qui mette al suo posto la senatrice Green.
La Payton fa paura sempre di più. Qui mette al suo posto la senatrice Green.

Le complicazioni della missione a Panama tengono impegnata Charlie. Il problema è portare i vaccini alle persone esposte alle fiale di Vaiolo rotte. Il capo della spedizione Jack non se la sente di lasciar morire decine di donne e bambini e rischia per ritornare con i vaccini, sebbene il rischio di venire intercettati dal governo panamense sia immensamente alto e che a livello ufficiale la Payton non può fare molto in quanto la missione non è ufficiale.

Intanto Charlie fa una scoperta tremenda dal suo punto di vista: chi controlla il suo telefono e che occulta tutte le missive indirizzate a lei è qualcuno del suo staff, ma chi? Newsome sembra il maggior indiziato, ma come fidarsi anche degli altri? Tutto sembra far precipitare Tucker in un abisso senza ancora averne compreso la profondità.

Quando l'ho vista vestita così ho avuto un mancamento...sono troppo vecchio per visioni simili.
Quando l’ho vista vestita così ho avuto un mancamento… sono troppo vecchio per visioni simili.

Al ricevimento (da sturbo l’abitino della Tucker), la Payton mette le cose in chiaro con la Green (fa paura quando minaccia la presidente…). Ma nel frattempo Jack in missione a Panama è stato fermato e accusato di spionaggio. La Payton ha un debito personale di riconoscenza nei confronti di Jack, che l’ha praticamente salvata dall’inferno di Kabul, e chiede a Tucker di muoversi per toglierlo da lì al più presto.

Il finale vede Nick e Tucker consolarsi a vicenda nell’auto di Charlie. Quando i due sono impegnati a trovare consolazione tra le braccia e le labbra l’uno dell’altra… ecco che arrivano i soliti guastafeste in fuoristrada nero che incappucciano Vera, sgonfiano le ruote dell’auto e fuggono lasciando una Tucker letteralmente terrorizzata. Il messaggio di Syd non l’aiuta perché le dice che la pistola che ha sparato contro Aaron è registrata alla CIA e appartiene a Nick.

Nick invece sa come si consola la bella Charlie...
Nick invece sa come si consola la bella Charlie…

La tensione a cui ci sta portando questa serie ci sta piacendo e molto. Ogni nuovo particolare è estremamente plausibile e i meccanismi narrativi e le chiavi di lettura delle varie situazioni sono cariche di mistero e suspense. Aspettiamoci un ulteriore salto di qualità già dalla prossima puntata.

Vi possiamo anticipare che il senatore Green non è un personaggio da “na botta e via” e che la verità su Kabul e Aaron è molto più oscura di quanto si possa pensare.

Il programma ha perso circa un milione di spettatori tra un episodio e l’altro, ma ci auguriamo che sia solo un riassetto fisiologico perché almeno al sottoscritto la serie piace, eccome.

Passo e chiudo.

 

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