State of Affairs – Recensione 1×07 – Bellerophon

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Difficile parlare di questo episodio controverso sotto diversi punti di vista. Certo si sono viste molte cose interessanti per lo sviluppo della vicenda e le analizzeremo, ma ci sono anche state molte cadute di stile e accadimenti al limite del reale per giustificare il proseguimento della storia che non mi hanno trovato per nulla entusiasta. Lo dico da grande estimatore di questa serie come avete avuto modo di leggere nei precedenti articoli e quindi potete capire il mio disappunto.

La Payton chiede a Charlie di mantenere la sua promessa di uccidere gli assassini di Aaron, ma tra loro è finita.
La Payton chiede a Charlie di mantenere la sua promessa di uccidere gli assassini di Aaron, ma tra loro è finita.

Iniziamo con la forzatura del ragazzino che scavalca il cancello della White House, si fa tranquillamente quanti? 100 metri fino all’ingresso del palazzo attraverso il giardino più sorvegliato al mondo (credo che persino l’erba per crescere debba avere un’autorizzazione federale di livello 5) indisturbato, apre la porta finestra della sala ovale rigorosamente aperta (perchè tenere chiusa la porta dell’ufficio della persona più potente dell’occidente?) e cosa fa? Cerca documenti segreti? Prova a forzare il laptop della Payton per avere informazioni? Ha un giubotto pieno di esplosivo e si fa esplodere? No; tira fuori uno stencil con sopra la riproduzione del simbolo “Al Risallah” e una bomboletta spray per imbrattare il quadro del povero Lincoln.

il giovane americano che si è introdotto indenne nella sala ovale...manco fosse Superman.
il giovane americano che si è introdotto indenne nella sala ovale…manco fosse Superman.

Già mi vedo la scena nella sala controllo CIA: “Ehi c’è uno che ha scavalcato il muro di cinta!” Il tizio più anziano sbuffa e gli dice. “Sapessi quanti lo fanno per farsi un selfie nei giardini della White House.” Ma il giovane insiste: “Sta correndo verso la sala ovale! potrebbe avere una bomba, rubare documenti.” Sempre l’anziano masticando a fatica un hamburger: “Quanto la fai tragica. Tanto la Payton è in Qatar e se pure si fa scoppiare, lo scrostiamo dalle pareti, un imbiancata e via.” “Ha preso il quadro di Lincoln e sta per imbrattarlo con uno strano stencil!” L’anziano stavolta scatta come un ventenne: “Eh no ca***!! Il quadro no eh! Tutto ma non toccatemi Abrahm! Fai suonare l’allarme, le sirene, chiama i Navy seals, la guardia nazionale, Iron Man, Thor, Arrow…”

La Tucker è costretta a operare sul campo per trovare Fattah.
La Tucker è costretta a operare sul campo per trovare Fattah.

Ecco questa è la scena che mi immagino per questa colossale forzatura della trama. Normalmente (e spero vivamente che sia così) un imbecille che di notte o giorno scavalca il cancello della Casa Bianca, viene centrato in testa dai cecchini prima che abbia il tempo di posare le suole delle scarpe nel giardino. Comunque proviamo a immaginare che il tutto sia giustificato dalla vicenda. Il ragazzo è un americano che ha abbracciato gli ideali della guerra santa con una profonda e provata fede. Wilcox, così si chiama, ha seguito per breve tempo, i corsi universitari del Professor Amhadi, che FBI e CIA sospettano legato a Fattah e Sheikh Akham.

Nick e Charlie insieme, come ai tempi dell'interrogatorio di Fattah.
Nick e Charlie insieme, come ai tempi dell’interrogatorio di Fattah.

Amhadi viene arrestato nel pieno di una lezione e condotto nella sala interrogatori dell’ FBI. Newsome perde la testa e schiaffeggia il professore, ma il buon uomo (almeno per ora), si rivela del tutto estraneo alle vicende terroristiche e viene rilasciato. Nel frattempo in Qatar Charlie confessa alla Payton che Fattah era una risorsa CIA da circa tre anni. Gli confessa che Fattah l’ha salvata dall’attentato di Kabul ma ha sparato ad Aaron (forse perchè gli stava puntando una pistola?) La Payton si sente tradita da Charlie che gli ha tenuto nascosto una simile notizia e decide di lasciarla al suo destino come operativa CIA sul campo. In pratica la scarica e si capisce subito che non sarà una cosa che verrà sanata molto facilmente. Al felice quadretto della Tucker si aggiunge anche la liberazione o meglio l’auto-liberazione di Nick Vera che la raggiunge in Yemen.

I due sanno che se sono insieme è perchè sono il tramite per incontrare Fattah, ma non sanno chi davvero stia dietro a tutto questo.

Sta troppo bene nelle vesti di agente segreto...adorabile.
Sta troppo bene nelle vesti di agente segreto…adorabile.

Ho provato a capire il ragionamento degli sceneggiatori e in parte posso anche condividerlo. Charlie serviva sul campo per dare un senso alla vicenda e far sì che fosse intima con Nick Vera, ma per farlo hanno secondo me forzato troppo la chiave narrativa che ora è veramente appesa a un filo e gli attori dovranno dar prova di rendere credibile e convincente questo flebile filo. Tutto è insomma legato a questo benedetto incontro tra Fattah e Charlie. Tutto il resto sembra passare in secondo piano o ricondurre allo stesso punto. Per ora anche tutte le altre vicende, incluse le difficoltà a livello di media che la Payton ha, colpita duramente dalla senatrice Green, la promozione di Maureen a portavoce per il presidente e la sua presunta relazione con Newsome che gli bussa ubriaco per sapere se vuole compagnia, passano tutte in un secondo piano slegato e senza un senso logico che speriamo abbia nel proseguimento della storia, magari per contornare meglio i personaggi secondari della serie.

Quella rompipalle della Green. Cavalca i media contro la Payton.
Quella rompipalle della Green. Cavalca i media contro la Payton.

Un tentativo di catturare uno dei collaboratori di Fattah, Al Mossari, viene fermato da Charlie in quanto egli è il tramite per l’incontro con Fattah e non può essere catturato. Anche qui trovo strano che la Payton decida di credere a  Charlie a meno di non credere alla sua voglia di vendetta sopra gli interessi nazionali.

L’incontro è combinato ma sarà Nick ad andare all’incontro e non Charlie. I due, in un scena che mi ha ricordato Antonio e Cleopatra, con la Tucker distesa di fianco sul divano e lui in atteggiamento quasi militaresco accanto a lei, faranno sesso forse per solitudine, forse perchè Nick ha buone probabilità di restarci secco.

Nick si reca all’incontro con molte incognite da sciogliere: chi l’ha rapito e perché ora lo vuole libero e al fianco della Tucker? Cosa nasconde la campagna mediatica contro la Payton da parte della Green? In che modo Charlie potrà riconquistare la fiducia della sua presidente? Soltanto uccidendo Fattah e Akham? O nemmeno questo sarà sufficiente?

Il momento di andare all'incontro con Mossari. Un lungo bacio e poi verso il proprio destino.
Il momento di andare all’incontro con Mossari. Un lungo bacio e poi verso il proprio destino.

Lascio sospeso il mio giudizio sull’episodio in quanto non so dove andranno a parare tutti gli avvenimenti e come influiranno sui protagonisti della serie. Posso dire che per dare senso alla vicenda ci sono state molte cose sistemate alla bella meglio ma poco convincenti almeno per il momento. Staremo a vedere d’altronde, rifacendomi alla figura del filo sospeso, anche le migliori ragnatele intessute  sono sostenute da un semplice filo, quindi ci auguriamo che il flebile filo narrativo dia vita a un’appassionante ragnatela di storie e personaggi che rendano questa già buona serie un’ottima serie.  Gli ingredienti ci sono tutti a cominciare da una grande Heigl e una convincente Woodward. Aspettiamo gli sviluppi.

P.S. per il giochino della scorsa puntata , indovinate che serie vi ricorda la scena della Tucker immersa nella vasca, la risposta era Fringe.

Passo e chiudo.

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