Sue Ellen Ewing (Dallas) – Donne Seriali

0
28
Sue Ellen
Sue Ellen che si versa un drink. La rubrica Donne Seriali inizia proprio con lei.

Donne Seriali. Difficile per me, fare classifiche o rubriche e come leggo articoli che iniziano con “10 cose…o 10 personaggi.. etc.” ho delle reazioni allergiche.

Ma senza specificare quante e nemmeno tutti i loro nomi, ho pensato di scrivere una rubrica dedicata alle Donne seriali, quelle che nel corso degli anni mi hanno lasciato qualcosa, mi hanno dato delle emozioni e io ve le vorrei raccontare dal punto di vista di un uomo.

Posso anticiparvi qualche nome di cui parleremo in ordine sparso in questa nuova rubrica Donne Seriali: Alicia Florrick (The Good Wife), Buffy Summers (Buffy the vampire Slayers), Kate Beckett (Castle), Vanessa Ives (Penny Dreadful), Vanessa Van Helsing (Van Helsing), Adalind Schade (Grimm).

Sue Ellen Ewing

Ho deciso di iniziare, parlando di una figura di donna con la quale ho diviso molte serate della mia gioventù. Sebbene fossi cotto perso per Pamela Ewing, Sue Ellen è il personaggio che alla fine mi è rimasto di più, mentre Pamela si è pian piano sbiadita nel tempo.

Una donna tradita.

Sposata all’archetipo del malvagio seriale J. R. Ewing e dedita all’alcol almeno nella prima parte della serie, Sue Ellen è una donna costretta dagli eventi a diventare fragile pur non essendolo.

Vedendola a posteriori, la sua è sempre stata una continua ricerca di equilibrio, che tentava di trovare nell’alcol per non impazzire. La sua dipendenza dall’alcol divenne all’epoca della serie, quasi proverbiale e se dovevi indicare un’ubriacona spesso si diceva “Sembri Sue Ellen”.

Sue Ellen
Sfortunata in amore, poco capita dalle altre donne di Southfork, Sue Ellen è la pesonificazione dall’infelicità.

Eppure, c’era nel suo sguardo, nel suo personaggio qualcosa che la rendeva maledettamente iconica, pur non essendo un personaggio centrale, almeno nelle prime stagioni.

Credo che mi abbia trasmesso per la prima volta quel senso di delicata fragilità che però non va confusa con debolezza o mancanza di personalità.

Le figure di donne viste fino a quel momento da me, erano abbastanza schematizzate. Dalla Donna Bionica, tutto azione e muscoli artificiali alla Cuginetta Daisy di Hazzard, tutta…beh ci siamo capiti, ho inziato ad intravvedere qualcosa di diverso nella moglie dell’avvocato Petrocelli, Maggie che diciamo usciva da un certo clichè per prendersi un posto ben visibile all’interno della serie, facendo da supporto a volte determinante per i casi del marito.

Dallas cambia tutto.

Con Dallas, la serialità americana arrivata in Italia, fa un salto qualitativo notevole e sia Pamela che Sue Ellen, ma senza dimenticare la ribelle Lucy, portano sul nostro schermo un’immagine di donna più aderente alla realtà, più vicina alla drammaticità nuda e cruda senza tanti fronzoli.

Dallas era ambientata in un mondo fatto di ricchezza, opulenza condito da malvagità, intrighi e corruzione, ma era anche uno scontro generazionale fra un mondo che andava morendo, quello di Jock Ewing e quello dei figli J.R con Bobby.

In tutto questo le figure femminili emergono con tutta la loro energia sia positiva che negativa e pur senza raggiungere le vette di indipendenza, forza e incisività delle nostre serie moderne, prendono uno spazio sempre più ampio e i loro caratteri si evidenziano sempre più.

Non abbiamo più la donna appiattita dietro al protagonista, ma personaggi femminili ben delineati e contornati. Sue Ellen è parte di questo processo creativo, riuscendo pian piano ad uscire dal soffocante ruolo di bellona ubriaca, sposata dal riccastro che però la cornifica a tutto spiano.

Sfortunata in amore.

Sue Ellen, anche grazie all’interpretazione di Linda Gray, inizia a rubare la scena a J. R, con l’andare delle stagioni. Finisce in una relazione con il rivale di J.R, Cliff Barnes del quale si innamorerà per poi scoprire che l’unico interesse di Barnes è sempre solo danneggiare J.R.

Ma quando si tocca il fondo, si può o risalire o scavare. Sue Ellen sceglie prima di scavare, infatti nemmeno l’arrivo del figlio John Ross la toglie dall’alcol. La sua sarà una lenta risalita che la renderà prima di tutto cosciente del suo ruolo, poi donna responsabile e madre.

Due parole su J.R. Ewing.

Nel reprise della serie, la ritroviamo politicamente impegnata e ormai distante da J.R., che in fondo l’aveva forse amata per davvero, ma essendo troppo legato al suo essere spietato, non aveva mai trovato modo di dimostrarlo veramente.

La natura di J.R, come quella di uno scorpione infatti, non è capace di amare e fa del male anche a chi vuole bene. Sue Ellen diventa un po’ come l’elefante della famosa storia, costretta suo malgrado a convivere con uno scorpione che per sua natura la spinge verso il baratro.

Cosa ci insegna Sue Ellen.

Sue Ellen ha rappresentato negli anni, un modello di donna di classe, con abiti lussuosi, ma rovinata dal vizio che è poi diventata archetipo di altre figure tragicamente ricche ma dedite all’alcol. Ma ciò che è restato più impresso in me è stata la sua continua lotta contro l’infelicità.

Quello che all’apparenza era fragilità emotiva, depressione, distacco, lei le stravolge per riscattarsi in una lenta ma continua odissea che la porta ad essere una figura importante per il figlio e d’altronde solo chi ha vissuto l’inferno sa come insegnare ad evitarlo.

Con gli uomini il suo rapporto non è mai stato molto fortunato, e la sua corazza si è lentamente fortificata, tanto da riuscire, in un secondo tempo, ad avere rapporti amichevoli persino con il diabolico J.R.

Conclusioni.

Dallas è stata una serie modello per tante altre serie che si sono susseguite, da Dynasty a Falcon Crest passando da O.C. , Desperate Housewifes, Revenge etc.

Le figure femminili in queste serie hanno attinto un po’ dai personaggi di Dallas e credo che parte del loro successo sia legato anche a questa silenziosa connessione.

Sue Ellen
Solo una grande interorete poteva coprire un ruolo tanto difficile, e Linda Gray ha fatto un ottimo lavoro per dare spessore a questo personaggio così complesso.

Malgrado siano passati ormai decenni, se escludiamo la reprise di qualche anno fa, Sue Ellen è rimasta nella mia memoria senza sbiadire e quando devo giudicare un personaggio femminile, lei resta uno dei modelli di riferimento.

Eppure, se me l’aveste chiesto negli anni Ottanta, probabilmente la mia risposta sarebbe stata: Chi? quell’ubriacona? Meglio Pamela…Oggi direi Pamela chi?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here