Telefilm Therapy #3 – Crazy Ex-Girlfriend

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Battute caustiche, canzoni dai ritornelli catchy e una giusta dose di drama sono gli ingredienti vincenti di questa comedy CW, attualmente disponibile anche su Netflix: infatti, una volta entrati nel mondo di Crazy Ex-Girlfriend, non se ne vuole più uscire.

La serie ruota attorno al personaggio di Rebecca Bunch (Rachel Bloom), trasferitasi da New York a West Covina, California. Si lascia alle spalle una carriera forense di successo, barattata per un posto in un mediocre studio legale locale, tutto in nome dell’amore. Complice una personalità tanto instabile quanto affascinante, Rebecca si è convinta che solo tornando col suo amore adolescenziale Josh Chan (Vincent Rodriguez III) sarà felice. Tuttavia, la vita nell’assolata cittadina californiana rappresenterà per lei l’inizio di un vero e proprio percorso di vita, nel corso del quale stravolgerà le sue convinzioni e abitudini fra gag esilaranti e momenti bui.

Accanto alla spumeggiante protagonista risalta un coacervo di personaggi altrettanto coinvolgenti. La loro è una diversità di corpi, volti ed etnie che trasuda realismo: non modelli, ma attori dal talento e dalla presenza scenica impressionanti. Basti pensare che la serie si conclude con un concerto in cui l’intero cast canta dal vivo i principali brani dei passati quattro anni, con coreografie e numeri davvero di alto intrattenimento.

Tutto ciò non fa che incrementare le possibilità di immedesimarsi realmente con i personaggi, che – in un caso più unico che raro su un canale come CW – potrebbero davvero essere il nostro vicino di casa, un collega, noi stessi.

Crazy Ex-Girlfriend

Le tematiche affrontate

Nel corso delle quattro stagioni di Crazy Ex-Girlfriend i temi affrontati sono molteplici: amore, amicizia, ma soprattutto malattia mentale e riscoperta di se stessi. Il percorso di Rebecca è quello di una donna forte all’apparenza, ma con una profonda fragilità interiore, che ha fatto del “fake it ‘till you make it” il suo mantra, salvo poi finire avviluppata in una spirale di insoddisfazione e autodistruzione. Insomma, in una misura o nell’altra, Rebecca è un po’ tutti noi, quando preferiamo chiudere gli occhi e andare avanti piuttosto che affrontare la difficoltà del guardarci dentro e capire chi siamo e cosa vogliamo veramente.

E invece lei lo fa. Fra canzoni, balletti e relazioni instabili, Rebecca porta avanti il suo percorso di introspezione con un coraggio encomiabile che può solo ispirare. La leggerezza con cui Crazy Ex-Girlfriend affronta le sue tematiche, alcune anche estremamente pesanti come il bipolarismo, la scarsa stima di sé e il suicidio, non tradisce superficialità, anzi, è funzionale a portare lo spettatore a riflettere davvero sulla questione senza che un tono grave lo dissuada.

Ognuna delle ben 157 canzoni originali che costituiscono il ricco repertorio musicale della serie affronta una questione differente con sagacia e senza peli sulla lingua. Provocatori e ben oltre il politically correct, i testi sono espliciti, veri e diretti, coadiuvati da coreografie che strizzano un occhio a classici del pop o del teatro, prendendoli contestualmente in giro per i loro cliché. Cantando quello che solitamente non si può dire perché “non sta bene”, Crazy Ex-Girlfriend riesce a farci sentire meno soli nel provare certe emozioni.

– Qual è il tuo problema?
– Qual è il mio problema? Le prime cose che mi vengono in mente sono scarsa autostima, carenza di affetto materno ed una predisposizione genetica all’ansia e alla depressione.

Una terapia reale per gli spettatori

Il risultato finale è che Crazy Ex-Girlfriend riesce a diventare ben presto alla pari di un migliore amico. La visione di ogni episodio dà il conforto di sapere di non essere soli a sentirsi in un certo modo ed ha lo stesso effetto di un abbraccio. Rebecca Bunch e il suo gruppo di estrosi e folli amici producono ossitocina e, quando il sipario cala per l’ultima volta sugli assolati panorami di West Covina, la sensazione è quella di aver detto addio a qualcuno di caro.

Qui la terapia è letterale e, attraverso il percorso di Rebecca, guariamo un po’ anche tutti noi. Come solo un terapeuta esperto saprebbe fare, Crazy Ex-Girlfriend conduce man mano lo spettatore all’accettazione di una verità tanto banale quanto spesso trascurata, resa vera e innegabile dalle mille peripezie della protagonista: la felicità non si può trovare in nessun altro luogo o persona, se non in se stessi.

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