The Strain – Recensione 4×07 – Ouroboros

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Questo “Ouroboros”, episodio dal grande impatto emotivo, segna definitivamente il nostro avvicinarci all’epilogo dello show. Con la 4×07 salutiamo infatti due dei personaggi più incisivi di questo bel serial firmato dal trio del Toro/Hogan/Cuse: due dipartite che, bene o male, sono entrambe dolorose seppur necessarie ai fini della narrazione. Ma andiamo con ordine, partendo dalle cose per così dire meno importanti.
Fet e il Nato, riusciti ad arrivare illesi a New York, vengono bloccati dal Master che riesce a far crollare i ponti che collegano il resto della città con Manhattan: la parte dell’episodio che li riguarda è la più tendente all’azione nel senso classico del termine e anche, eccezion fatta per il colpo di scena che li vede coinvolti quando pensavano di essere a un passo dal successo, la meno interessante. Sappiamo che si stanno avvicinando sempre più al Master e sappiamo anche che, nonostante gli ostacoli, in qualche modo ce la faranno e si reincontreranno con il resto della squadra.
Intanto Dutch e Setrakian, trovato un buon nascondiglio, si ricongiungono fortunosamente con Ephraim: ed è proprio in questo luogo apparentemente sicuro che, dopo aver visto l’indomito ebreo alleviare il senso di colpa di Goodweather con parole sagge e sentite, assistiamo allo scontro tanto agognato. Il faccia a faccia decisivo tra il professore ebreo e il suo ex carceriere nazista è ricco di tensione e vede in Gus un inatteso spettatore; bramata da moltissimi anni, la resa dei conti è senza sconti e vede addirittura il malvagio Eichorst tentare di insinuare nella mante dell’ormai debole avversario il pensiero che lui sia in qualche modo colpevole di quanto accaduto all’umanità: se Setrakian avesso a ucciso il nazista quando ne ebbe l’occasione, forse il mondo oggi non sarebbe in queste condizioni e il Master non regnerebbe su tutto. Solo supposizioni, certo, tese a scoraggiare e indebolire ulteriormente il professore. Nonostante ciò, Abraham Setrakian – vero pilastro dello show ed eroe senza macchia – riesce comunque a fare appello alle ultime forze rimaste e a uccidere l’avversario di sempre con uno stratagemma, non prima di essere morso (ma era tutto parte del piano, come intuiamo). E’ ovvio che ora la sua fine sia purtroppo segnata, poiché infettato, ma una cosa consola: il professore morirà come è vissuto, da combattente; la sua vita è sempre stata legata in qualche modo a quella di Thomas Eichorst e così anche nella morte i due non hanno smesso di essere connessi. Da lodare, oltre al bellissimo discorso di Setrakian ad un Eichorst morente, le ottime performance attoriali di Richard Sammel e David Bradley, due interpreti talentuosi che hanno dato vita a dei personaggi memorabili.
Mancheranno entrambi allo show, di cui sono stati indubbiamente colonne portanti: fortunatamente il series finale è dietro l’angolo, e la loro assenza non si farà sentire più di tanto.
“Ouroboros” è un episodio cupo e teso che, senza lasciarci un attimo di respiro, ci riporta ai fasti delle prime due stagioni: non che adesso “The Strain” possa dirsi mediocre, ma la qualità è un po’ calata rispetto agli inizi. Ora mancano solo tre atti al gran finale e la sensazione è che vedremo accadere molte cose prima che una delle due fazioni in guerra abbia definitivamente la meglio sull’altra.

Vi ricordo di passare da The Strain – Italia per avere aggiornamenti sullo show e vi lascio con il (promettentissimo) promo del prossimo episodio:

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