The Walking Dead – Intervista a Danai Gurira

0
611

La prima volta che abbiamo incontrato Michonne, sembrava che la ragazza non fosse un tipo che ama stare in mezzo alla gente, ma quell’apparenza fredda e dura, nel corso del tempo, si è ammorbidita. Diamine, l’abbiamo persino vista ridere un paio di volte e stringere un’amicizia con Carl. Ma quanto sarà a proprio agio adesso che si trova in un grande gruppo? Soprattutto un gruppo in cui ci sono nuove facce (come Abraham, Eugene, Rosita e Tara)? La EW l’ha chiesto all’attrice Danai Gurira che ha parlato dell’imminente quinta stagione. Ecco cosa dovete sapere di Michonne d’ora in avanti.

Cosa puoi dire dell’evoluzione di Michonne nella quinta stagione? In che modo si adatterà a questo nuovo gruppo?
Credo che lei si stia ancora evolvendo e si stia abituando all’idea che adesso farà parte di questo nuovo gruppo. Prima era parte del gruppo, ma aveva tempo di prendere il suo cavallo, andar via e passare del tempo da sola. Ma immergersi completamente all’interno del gruppo è un altro livello di impegno, che riguarda il modo in cui lei ci vive e la decisione che deve prendere: io voglio vivere. Voglio vivere e voglio farlo insieme alla gente, e mi voglio impegnare. Come sembra questa cosa in un mondo così vile?

Ci sono tante nuove persone, c’eravamo lasciati con quel cliffhanger e lei non sa nemmeno chi siano quelle persone: Abraham, Eugene, Rosita, e anche Tara. Sarà un po’ sospettosa di loro? O, dal momento in cui sono tutti insieme bloccati in quel vagone, questo comporta un legame immediato?
Non si è mai fidata immediatamente delle persone, ma poi, allo stesso tempo, è molto, molto brava a capire subito se queste sono brave o cattive. Il suo alto livello di percezione delle persone è davvero meraviglioso. In realtà era stata molto chiara sul Governatore sin dal principio, così come era chiara su Rick.
Non credo che sia un grosso problema per lei, è una questione di come loro si amalgamano, ma nel modo di pensare forse loro sono nel lato giusto delle cose, considerando come hanno aiutato la sua gente ed inizialmente non si imbattono in lei come esseri umani problematici – sono nella stessa situazione, come vediamo alla fine della stagione. Riguarda il modo in cui lei è capace di discernere velocemente il bene dal male. Il modo in cui si armonizzeranno completamente è un’altra questione.

Sappiamo che ad un certo punto ci sarà questo viaggio a Washington, posto in cui Abraham ha intenzione di portare Eugene per curare l’epidemia zombie. Come si sente Michonne riguardo a quella missione?
Credo che l’idea di essere con quelle persone comporti un investimento. Impegnarsi con loro comporta una mancanza di sicurezza e di un grado di stabilità per loro e per il gruppo. Come facciamo a trovarlo e a farci strada? Ma lei è anche una persona che non sceglie le cose in modo semplice o veloce. Deve avere un senso, deve essere qualcosa di solido. Crederà o no alla storia di Eugene? Sarà in grado di schierarsi dalla sua parte? Durante la quarta stagione, i nostri cercavano un rifugio per cercare di manovrare lo squallore di questo reame. L’abbiamo trovato e ci hanno chiuso in un vagone. L’aver bisogno di cercare qualcosa in più, di avere più di un piano stabile, piuttosto che seguire cartelli su un binario del treno, aumenta davvero la posta in gioco. Credo che lei senta il bisogno assoluto di vedere che tutti hanno qualche sorta di stabilità, soprattutto le persone che ama e che per lei sono importanti. Per questo ha una particolare connessione con il ragazzino [Carl]; sente quanto sia affamato quando a Terminus stanno dando loro da mangiare.
La domanda è: come sembrerà questa storia di Washington? Dobbiamo avere qualcosa di più sofisticato da seguire rispetto a dei cartelli random.

Nella scorsa stagione abbiamo avuto diversi indizi sulla vita passata di Michonne. Questa stagione vedremo altri flashback?
Credo che la cosa interessante per lei sia conoscersi ancora di più e capire come quegli strati di cipolla siano stati tolti. Ci si domanda quale altro strato bisogna togliere, o se verrà tolto o meno. Forse è qualcosa connesso col suo passato che sta iniziando a riflettersi sul presente e che potrebbe causare in lei per connettere a come lei si rivela o cresce o si spacca in questa stagione.

Rivedremo il gruppo di nuovo insieme. Parlami di come ci si sente a tornare insieme dopo che tutti voi siete stati separati in piccoli gruppi nella seconda metà della scorsa stagione.
Sì, è stato davvero magnifico perché, per me, Michonne è stata una persona solitaria, quindi giravo le scene da sola e a volte con qualche altro personaggio. È una bella cosa poter lavorare con un gruppo così grande. Per me è stata una nuova esperienza, così come lo è stata per Michonne, entrare tra gli altri e lavorare come una squadra e non dover essere più una solitaria che sta attenta solo a se stessa. È interessante perché è diverso sia per lei che per me. Come ho detto, non sono abituata a lavorare con tutti in una sola volta, quindi è stato davvero molto bello sentire quel lavoro di squadra a portata di mano, non solo nella storia, ma semplicemente lavorando con tutti quei grandi attori nello stesso momento e avere l’occasione di conoscerci di più. Molti di noi vivono nello stesso edificio, facciamo tante cene insieme, ci piacciamo tanto. È proprio una benedizione. Ci piace uscire insieme fuori dal set e passare 14 ore al giorno insieme sul set.

State girando in esterna molto di più rispetto a quando eravate nella prigione montata nello studio. Com’è per voi stare fuori, soprattutto se ci sono fan intorno e cose del genere?
Sì, quella è una componente interessante. Di tanto in tanto, da quando sono nella serie, abbiamo fatto i conti con questa cosa. Avere i fan intorno e vedere il loro interesse è stata assolutamente un’esperienza di un altro livello. È stato meraviglioso. Ci troviamo in sintonia con loro, ma allo stesso tempo non vogliamo che vedano cosa stiamo facendo perché rovinerebbe la sorpresa. Bisogna mantenere quell’equilibrio: assicurarci di essere in sintonia con i nostri fan e nel contempo non far vedere loro quello che stiamo girando, affinché possano godersi la serie una volta messa in onda.

So che ci saranno delle parti, nella quinta stagione, che hanno un ambiente più urbano, si ritorna in città. In che modo sarà differente rispetto ad essere tra i boschi o nella prigione?
È davvero interessante. Devo dirlo, i boschi sono più freddi. La città, quando si gira tutto il giorno sull’asfalto, è molto più calda e sta iniziando a mancarmi la terra, che è piena di vegetazione. In realtà è molto meno comodo girare sull’asfalto duro piuttosto che tra i boschi. Fuori mi sento più a mio agio. È un po’ meno confortevole in alcuni casi. Devi davvero prenderti cura di te stesso per rinfrescarti. A volte devo bagnare la parrucca, è l’unica cosa che puoi fare quando sei in quel tipo di temperatura.

Questo show è probabilmente il più grande del mondo, eppure non riceve tanti riconoscimenti quando si tratta di awards. È una cosa di cui parlate o di cui vi preoccupate?
Sai, in realtà non si può. Siamo così fortunati ad avere un fan base così fantastico, un’attenzione fantastica – la gente fa attenzione allo show e lo guarda e ha a cuore quello che stiamo facendo. L’idea di lamentarsi di qualcosa del genere sarebbe stupida. Abbiamo già così tanto, facendo solo parte dello show. Un sacco di show che hanno dei riconoscimenti, poi non hanno tonnellate di telespettatori. E siamo pari. Io personalmente credo che ci siano grandi cose nel nostro show che sono meravigliose. Persone sorprendenti, produttori sorprendenti, i miei colleghi sono formidabili, e la crew ed il team sono fantastici. È ovvio che stiamo facendo un grande prodotto perché ci sono tante persone che gli prestano attenzione. Cos’altro potremmo chiedere, onestamente?

Fonte

Previous articleBest Of The Week #19
Next articleThe Flash – Un volto per il villain Pied Piper
Superfan di Rizzoli&Isles, ha visto talmente tanti crime e procedural che vorrebbe diventare un cop americano o addirittura entrare nella FringeDivision. Sin da piccola ha nutrito la passione per i libri di Patricia Cornwell ed è molto incuriosita dalla medicina legale. Da un paio d’anni a questa parte, ha quadruplicato le serie da seguire ed è soprattutto diventata una EvilRegal accanita, grazie al fantastico Once Upon a Time e alla splendida Lana Parrilla! Sogna di vivere a Los Angeles per respirare appieno l’aria telefilmica, anche se negli ultimi anni Vancouver sta rubando la scena alla famosa località californiana. Se non fosse che fa troppo freddo, non sarebbe male vivere lì.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here