V Wars – Un horror vampiresco che non convince

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Dopo circa dieci anni nei panni del vampiro Damon Salvatore nel serial The CW The Vampire Diaries (2009-2017) e due di assenza dal piccolo schermo, ecco che il popolare attore Ian Somerhalder torna al genere – quello vampiresco – che gli aveva dato notorietà con questa nuova serie targata Netflix, V Wars.

Composto da una prima stagione di 10 episodi, questo horror fantascientifico rilasciato al solito in blocco il 5di dicembre, è tratto dall’omonima serie di fumetti firmata da Johnatan Maberry ed edita a partire dal 2012. Ma veniamo alla trama: un antico batterio preistorico infetta il dott. Luther Swann (Ian Somerhalder) e il suo amico Michael Fayne (Adrian Holmes) ma, mentre il primo se la cava con una febbriciattola momentanea, il secondo diventa una sorta di vampiro e inizia a diffondere il virus sino a creare una specie di esercito di subumani (i Bloods) di cui diventerà il capo. I rapporti tra umani e nuova razza non saranno ovviamente facili e mediare tra le due fazioni complesso e pericoloso… A fronte del personaggio di Swann, potagonista con notevole screen time, e il poco carismatico amico-nemico Fayne, vi sono tutta una serie di personaggi secondari (e non sempre memorabili, ahimè!) ma ugualmente importanti che arricchiscono questo show.

Purtroppo per Netflix e per Somerhalder, qui anche produttore e ansioso di smarcarsi da “idolo teen”, V Wars non è propriamente una serie riuscita: tra una trama sin troppo vicina alla recentissima e riuscitissima The Strain (basata su una serie di romanzi il cui primo volume è datato 2009!), effetti speciali spesso ridicoli e anni 80 (un millantato anno di post-produzione non esattamente ben speso) e attori non sempre in parte e/o efficaci (su tutti Somerhalder stesso, che spesso risulta falso ed impostato), il colosso dello streaming ha fatto un deciso buco nell’acqua dopo svariate altre produzioni ben più meritevoli rilasciate in passato.

V Wars
Il cast di V Wars, nuova serie Netflix

Intendiamoci, V Wars è un serial qualitativamente mediocre che nulla aggiunge all’amatissima figura del vampiro – ormai trattata in tutti i modi possibili-, ma che almeno non ha il difetto di essere noioso: pur non essendo infatti particolarmente avvincente, scorre senza troppi intoppi suscitando a volte persino ilarità (di certo non voluta) e ci porta verso un finale aperto e involontariamente comico in cui il dott. Swann è ormai emulo di Rambo. Se solo fosse uscita un decennio fa, epoca in cui l’asticella della qualità seriale non era alta come adesso, V Wars avrebbe fatto probabilmente tutto un altro effetto… Insomma, se siete grandi appassionati del genere e avete tempo libero, datele pure uno sguardo senza grosse aspettative.

Avrà Netflix il coraggio di rinnovare la serie per una seconda stagione dopo aver cancellato perle come Santa Clarita Diet? Somerhalder riuscirà a essere più credibile e ad elevarsi dal livello “fiction di Canale 5” in cui è misteriosamente caduto dopo la tutto sommato buona performance in The Vampire Diaries? E perché Nikki Reed (sua moglie nella vita reale ed ex moglie sciroccata – un caso!? – nella serie) lo segue costantemente come un’ombra anche sul lavoro? Attendiamo risposte.

Nel frattempo, se avete gradito il clima da apocalisse vampiresca e non disdegnate un tocco horror più deciso, vi consiglio caldamente di recuperare la già citata The Strain, composta da quattro avvincenti stagioni andate in onda sul canale statunitense FX e firmata dal maestro Guillermo del Toro (Hellboy, Il labirinto del fauno, La forma dell’acqua).

Voto: 5,5/10

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