White Collar – Recensione 6×03 – Uncontrolled Variables

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Siamo giunti a metà di questa strana stagione finale di White Collar. Abbiamo lasciato il buon Caffrey di fronte alla rivelazione che lo spietato Keller lavora per l’Interpol con lo stesso accordo che ha Neal con l’FBI: la libertà. Mozzie non è entusiasta dell’ingerenza Interpol ma come gli fa notare Neal, lui ha antipatia per tutte le sigle di polizia e governative.

Burke vuol scovare chi controlla Keller.
Burke vuol scovare chi controlla Keller.

Durante il briefing con Burke prima dell’appuntamento con le “Pink Panthers”, si capisce che tra FBI e Interpol non corre esattamente buon sangue anche perché negano il coinvolgimento dell’agenzia con Keller. L’unico modo per farli venire allo scoperto è trovare chi, intorno a Keller, lo manovra e dà ordini per conto dell’ufficio europeo di polizia. Per questo Burke e Diana si appostano nei pressi del luogo dell’appuntamento di Neal con le Pantere per identificre l’agente Interpol che controlla Keller.

Keller, indica a Neal la loro prossima attività criminosa...
Keller, indica a Neal la loro prossima attività criminosa…

Questa volta però niente Pantere amanti delle tinte lievi, ma solo Keller che ha un incarico da svolgere con Caffrey presso la Atlas Tech da dove deve essere rubato un oggetto ben preciso: un file chiamato Exodus. Per fare questo la coppia deve agganciare Amy, l’assistente esecutiva del gran capo di Atlas Tech, l’unica oltre a lui a poter accedere alle cassaforti. Devono in 48 ore fare amicizia con lei, rubare il file, farne una copia e rimettere tutto a posto, ovviamente senza che scattino allarmi o altro che possano mettere in allarme la polizia intorno alla Atlas Tech. Keller vorrebbe fare a modo suo, ma Caffrey si propone di agganciarla lui (ma è solo un caso che Amy sia una bonazza da paura?).

Neal con la sua vittima (bonazza da paura).
Neal con la sua vittima (bonazza da paura).

Comunque sia, fingendosi uno chef, Neal riesce a ingraziarsi la bionda Amy non senza la collaborazione di Keller nella parte del MDF (morto di figa) che viene scacciato da Sir Caffrey fingendosi fidanzato della stessa.

Burke nel frattempo aggancia l’agente dell’Interpol Luc (francese come Closeau… solo coincidenze?) che malgrado alcune resistenze, superate abilmente da Burke, decide di collaborare per questa missione.

L'ispettore francese dell'Interpol...non è Closeau però.
L’ispettore francese dell’Interpol… non è Closeau però.

Dopo una parentesi dedicata alla maternità con le perplessità, rivolte a una mamma single come Diana da parte di El sulla presenza di Peter come padre nella vita del bambino/a, arriviamo alla parte centrale dell’episodio (invero non particolarmente emozionante). Mozzie, introdottosi come uomo delle pulizie presso la Atlas Tech, riesce a fare una piantina del locale e a identificare la cassaforte che ha un sistema di riconoscimento della retina e delle impronte per far accedere al suo interno e oltre all’amministratore, solo Amy, come abbiamo capito è in possesso di questi requisiti. Ora, se fossimo stati in un film di Gullermo del Toro o di Quentin Tarantino, la soluzione sarebbe stata semplice: Stacchi una mano e l’occhio all’amministratore ed entri, ma qui siamo in White Collar, dove la soluzione arriva con la leggiadria e l’eleganza del ladro più furbo e abile della TV.

Il pezzo di antiquariato custodito dalla Atlas Tech.
Il pezzo di antiquariato custodito dalla Atlas Tech.

Caffrey fa una sorpresa ad Amy sul luogo di lavoro portandole il pranzo, ma nel contempo Keller, che Amy aveva visto come MDF al parco, si introduce con il vestito da guardia giurata, uscendone stranamente dallo stesso corridoio dove si trova il caveau. Amy è ovviamente allarmata e va a verificare che sia tutto a posto. Non appena la ragazza si allontana, Mozzie si introduce prima che la porta automatica si chiuda e con sua grande sorpresa scopre che Exodus è in un vecchio computer degli anni 70 con il floppy antidiluvino e che il file da copiare è proprio lì dentro. Inutile la pennina usb di Mozzie, il dischetto va rubato, copiato e poi rimesso al suo posto senza allarmare la Atlas… un lavoretto da nulla insomma.

Diana scopre che il dischetto risale addirittura al 1971 e in quel formato non si è mai commercializzato e quindi la palla passa al buon Mozzie, l’unico in grado di ricavare l’informazione e i mezzi idonei allo scopo.

Con la scusa dell’invito a cena, Neal può distrarre Amy mentre Mozzie, Luc e Burke cercano di capire come estrarre l’informazione contenuta nel vetusto floppy disk per poterne fare una copia da consegnare alle pantere rosa e salvaguardare la copertura dei rispettivi infiltrati. Finito il lavoro, reinfilare il floppy nella borsa di Amy, che il giorno dopo per evitare casini lo avrebbe rimesso a posto con la delusione di essere stata truffata dallo chef Neal.

Come resistere al fascinoso Neal?
Come resistere al fascinoso Neal?

Come il buon Totò nello sketch del treno, Neal si sacrifica passando la serata con questo schianto di bionda (d’altronde qualcuno il lavoro sporco lo deve fare) e tutto sembra volgere verso una notte di cibo e sesso se non fosse che June (la padrona di casa di Neal) non arriva a rovinare il piano ai due piccioncini (in verità era tutto previsto per perdere tempo in attesa che Mozzie & co. risolvessero i loro casini).  Il problema è che nel piano di Burke, Neal avrebbe finito per essere al solito il truffatore che frega la bella di turno per suo tornaconto e questa cosa comincia un po’ a seccare il nostro beniamino.

A complicare tutto arriva la telefonata del capo di Amy che, rientrato prima dall’Europa, si accorge della mancanza del floppy nel caveau, mettendola nei guai. Neal informa Peter che decide di informare Grant (il capo di Amy) che si tratta di una operazione FBI e gli chiede di collaborare.

Geni al lavoro...
Geni al lavoro…

Mozzie riesce a estrapolare e copiare il file contenuto nell’archeologico floppy e sul contenuto ci torniamo dopo. Peter e Luc hanno visioni contrastanti sul come procedere per la restituzione del floppy. Burke, come visto, vorrebbe informare i capoccia della Atlas, mentre Luc invece crede che sia una mossa che potrebbe mettere in pericolo la copertura, e allora cosa fa? Approfittando di un momento in cui Burke sale di sopra per vestirsi, Luc sfila dalla borsa di Peter l’archeofloppy e lo consegna a Keller che lo deve sistemare nella borsa della povera Amy, lasciando a Peter un messaggio sul cellulare.

Keller si dimostra un pessimo topo di appartamento e si fa scoprire da Amy, appena rientrata a casa dopo aver lasciato Neal. Keller la sta per uccidere, ma Neal riesce a impedirglielo anche se non può evitare di ammettere di essere un truffatore e un ladro che l’ha usata per arrivare al floppy del ’71. Sembra che l’unica soluzione sia quella di Keller di farla fuori, ma Neal tira fuori un idea dal suo proverbiale cervellino: Amy riporterà il folppy ammettendo di averlo rubato e in cambio del suo silenzio sull’enorme falla della sicurezza, potrà ottenere non solo di restare al suo posto ma anche di essere promossa, cosa che puntualmente accade, ma la giovane si dimostra un bel caratterino e si licenzia. Incontra Neal a cui rifila un sonoro ceffone e lo lascia ferito nel suo amor proprio.

Tana per Neal...
Tana per Neal…

Conclusione dell’episodio con la comprensione di cosa caspita ci fosse in quel floppy: un algoritmo che calcola delle destinazioni per vari aereoporti americani per qualcosa che entra o esce dagli USA. I nostri panteroni rosa ora hanno la chiave di quell’algoritmo per non si sa ancora quali scopi. Peter promette a El di essere presente come padre e Neal confessa a Moz di essere stanco di imbrogliare le brave persone.

Anche Keller come Rebecca, ricorda a Neal che per gente come loro non esiste lieto fine.
Anche Keller come Rebecca, ricorda a Neal che per gente come loro non esiste lieto fine.

Keller, davanti a una scacchiera, rivela a Caffrey la grandezza del casino nel quale si sono cacciati con le Pantere rosa. Anche sgominando la banda, essi cercheranno vendetta e se non la ottengono direttamente, faranno male a chi sta vicino a loro, quindi El, Peter, Mozzie… non resta che aspettare il 4 capitolo di questa season finale.

La puntata non è stata entusiasmante, anzi direi abbastanza lineare e scontata. I contenuti hanno mantenuto il clichè di tantissimi altri episodi di White Collar. Avrei gradito vedere qualche cosa di davvero eclatante per queste sole sei puntate, ma si è preferito restare sul binario solito e banale del ladro truffatore fascinoso che imbroglia l’innocente biondina di turno (notare l’abbigliamento di Amy da perfetta ragazza tutto lavoro e mercatino).

Mi aspetto di meglio per le restanti 3 puntate.

Salutiamo le pagine amiche White Collar ItaliaNeal Caffrey Italia: White Collar  .

Passo e chiudo.

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